Mendini

Catalogo della collezione Fiori di Luce, Sculture luminose di Maria Christina Hamel
25 Fiori di Luce Sculture Luminose Maria Christina Hamel edito da Casa Editrice Compositori 2008 -24
Fiori di luce

Alessandro Mendini

Ottobre 2008

Mi piace proprio questa mostra di “Fiori di luce”, con otto sculture, due grandi colonne, quattro quadri: un gruppo di oggetti evocativi, di genere pop, meticolosamente artigianali, neon e ceramica, amore e sentimento.

M. Christina Hamel è stata la mia più importante collaboratrice nell’epoca prima del computer. Ma dicendo così non voglio legare Christina a uno strumento, ma piuttosto a un’anima: l’anima del disegno. Conservo ancora dei disegni a china su carta da lucido, bellissimi, precisissimi fatti per me da Christina con una comprensione, con una dedizione, con un impegno con un legame intellettuale e figurativo che sono stati per me un grande dono, una grande esperienza progettuale e umana.

La sua figura diafana e solare, quasi opalescente, imprendibile, enigmatica, riflette ora le sue nuove opere gentili, eleganti, surreali. Sono quello che lei chiama “paradiso terrestre”, un mondo sognato fatto da oggetti sognati, da zebre a pois ed ora anche da fiori di neon destinati a non appassire.

Il segno, la ricerca e la teoria di Christina sono sempre stati collocati alla convergenza di tre fattori: l’interesse e lo studio delle più lontane e interessanti tradizioni artigianali, specialmente della ceramica; la sua sensibilità e la formazione del tutto internazionale, partita dall’India e arrivata in Italia attraverso Vienna, cioè la sua principale area di riferimento; infine la lunga esperienza milanese, con la sua forte silematica radicalizzante. All’interno di questo ampio e complesso spettro M. Christina Hamel ha cercato, trovato ed elaborato la grammatica e i contenuti del suo mondo bi e tridimensionale, il cui obbiettivo mi appare totalmente poetico, privo di grida, prezioso, raccolto e riservato. Aggettivi rari in questo nostro ambiente di clamori.

 

I really love this exhibition “Fiori di luce” (Flowers of Light), with eight sculptures, two big columns, four paintings: a group of meticulously handcrafted evocative pop-art objects, neon and ceramic, love and feeling. M. Christina Hamel has been my best collaborator in the times before the computer age. However, by saying this, I don’t want to connect Christina with an implement, but with a soul, the soul of design. I still keep some India ink drawings on tracing paper, beautiful and extremely accurate drawings, made for me with such devotion, dedication and an intellectual and figurative link that they were and still are a great gift and a matchless human experience. Her figure, both delicate and radiant, almost opalescent, elusive, enigmatic reflects now her new graceful works, both elegant and surreal. They are what she calls “Earthly Paradise”, a dream world, made of dream objects, polka-dot zebras and now never withering neon flowers. Christina’s sign, search and theory have always been placed at the meeting point of three factors: the study of the most remote and interesting craft traditions, in particular ceramic; her artistic feeling and international training, which originated in India and arrived in Italy through Vienna, her main area of reference; her long experience in Milan. Inside this wide and complex range, M. Christina Hamel has searched, found and developed the grammar and the contents of her bi- and tri-dimensional world, whose objective looks so poetic, tactful, precious, sober, quiet: uncommon adjectives in this world of sensation.